Così l’Italia ha perso 23 miliardi di euro in fuga dei cervelli

da www.giornalettismo.com/

 

Ingegneri, medici, scienziati, studiosi: si formano in Italia e poi vanno via. Ed è il paese a perdere: anche dal punto di vista economico.

Così l’Italia ha perso 23 miliardi: con la fuga di cervelli. Il dramma deilaureati che lasciano il paese non è un problema solo sul lato umano, con la perdita di risorse preziose per lo sviluppo dell’Italia, e sul lato emotivo, fra storie difficili e intense di giovani costretti a cercare fortuna oltre frontiera: è un problema anche dal punto di vista economico, secondo i calcoli diFederico Fubini su Repubblica. In breve: soldi buttati.

23 MILIARDI BRUCIATI – Tanti soldi. Sono 23 i miliardi complessivi, corrispondenti all’investimento in istruzione eformazione dei tanti laureati che trovano lavoro altrove. “Ogni giorno un’emorragia verso l’estero di risorse (anche) finanziarie di simile entità si consuma sull’infrastruttura di base di ogni paese: i suoi abitanti”, scrive Fubini: “Alla più cauta delle stime, dal 2008 a 2014 è emigrato all’estero un gruppo di italiani la cui istruzione nel complesso è costata allo stato 23 miliardi di euro. Sono 23 miliardi dei contribuenti regalati ad altre economie”. Qualche calcoloveloce dimostra che sono “una cifra doppia di quanto occorra per stendere la rete Internet ad alta velocità che in questo Paese continua a mancare, o un terzo dell’intera rete ferroviaria ad alta velocità”. Un “trasferimento di fondi” che sta acquistando, ormai, dimensioni massicce: si parla di un travaso da 1,5 miliardi di euro verso il Regno Unito, e 650 milioni di euro verso la Germania, e oltre 100 milioni verso il Brasile.

LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE

pulsante

 

Mappa degli interventi per la difesa del territorio

da www.linkiesta.it

 

Tra vecchi piani e progetti al palo ci sono 2,3 miliardi che si possono utilizzare per mettere in sicurezza il territorio. Una cifra pari a più della metà di tutti gli importi finanziati dal 1999 al 2014, che secondo i dati dell’ISPRA e del Ministero dell’ambiente ammonterebbe a circa 4 miliardi e mezzo. Per monitorare una situazione da tempo in stallo a Palazzo Chigi si è insediata nel maggio 2014 l’unità di missione guidata da Erasmo d’Angelis e Mauro Grassi. La fotografia attuale delle risorse vede stanziati 647 milioni di euro per 429 progetti, e l’obiettivo è quello di arrivare a 700 milioni con una delibera del Cipe che entro aprile dovrebbe pianificare almeno l’80% delle risorse a disposizione per l’esecuzione delle opere.

INFOGRAFICA di Linkiesta

 

Gli interventi più importanti previsti dal piano riguardano la messa in sicurezza del Lago d’Idro in Lombardia (50,3 milioni), lo scolmatore Ferreggiano (45 milioni) e gli interventi sul fiume Bisagno per 37 milioni. Lavori sono previsti anche per l’adeguamento del canale scolmatore nord-ovest Milano per 23,4 milioni. Stando ai dati raccolti dall’unità di missione dunque vede i 429 progetti con la Lombardia che raccoglie 57 interventi per 137,8 milioni, la Toscana con 33 per 62,4 e la Calabria con 50 interventi per 58,5 milioni.

Per quanto riguarda il primo piano sono arrivate proposte per una spesa di oltre 16 miliardi di euro, di cui 875 milioni con la progettazione esecutiva e poco più di 2 miliardi con progettazione definitiva. Tradotto significa che poco meno di 3miliardi di euro sono cantierabili all’approvazione del progetto, quindi in tempi relativamente brevi. Al Sud sarà possibile contare anche su una buona fetta di fondi strutturali dell’UE e sul Fondo Sviluppo Coesione, che vede andare proprio nel Mezzogiorno circa l’80% delle risorse a disposizione. Il passaggio più urgente però riguarda il piano destinato alle aree metropolitane, per cui sono arrivate proposte per circa 3 miliardi, di cui un miliardo cantierabili in tempi brevi. Le richieste maggiori sono arrivate da Roma (755,8 milioni), Genova (555,4), Venezia (485,6), Napoli (343,8), Torino (186,8), Firenze (143,1), Palermo (113,7), Bari (105,2), Milano (87,3) e Messina (84,6).

Lo scorso 12 gennaio in Senato è stato ascoltato Erasmo d’Angelis, capo della struttura di missione sul dissesto idrogeologico, che ha lasciato in consegna tre punti fondamentali per la gestione delle risorse: l’affidamento dei progetti ai Presidenti di Regione nella loro veste commissariale, senza distinzione sulla fonte di finanziamento; l’adozione di un sistema di monitoraggio degli interventi più trasparente e una proposta sulle autorità di distretto idrografico perché diventino un punto di raccolta delle informazioni. 

clicca l’icona per leggere l’articolo originale di Luca Rinaldi

pulsante

Back to the Moon for Good

Back To The Moon For Good è il nuovo documentario di Google che ripercorre i passi delle missioni di allunaggio, da Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11, ad Eugene Cernan che camminò sulla Luna nel dicembre del settantadue. Il cortometraggio, di 24 minuti è stato pensato per raccogliere fondi supplementari al progetto Lunar XPrize, pensato per far competere 18 squadre di tutto il mondo. Lo scopo della missione consiste nel lanciare, far atterrare e viaggiare sulla superficie della Luna un robot che dovrà mandare sulla Terra fotografie e altri dati. Primo premio: 30 milioni di dollari. Il documentario è ricco di effetti speciali e la voce narrante è di Tim Allen conosciuto per il suo ruolo nella serie televisiva “Quell’uragano di papà” e per alcuni film Disney come “Santa Clause” o “Toy Story”, in cui doppia Buzz Lightyear.

 

 

 

Laureato trova lavoro grazie a un cartello con il CV

da www.huffingtonpost.it

 

Un laureato, che scelse un modo non convenzionale per trovare lavoro, ha mostrato, un mese dopo, come la sua inventiva l’ha ripagato. Alfred Ajani, 22 anni, nel 2014 si laureò in marketing presso l’Università di Conventry in Inghilterra. Dopo aver presentato centinaia di domande di lavoro, con scarsi successi, ha deciso di prendere un treno per Londra. Il ragazzo rimase all’interno della stazione londinese con in mano un cartello sul quale aveva scritto le sue qualifiche e consegnando dei biglietti da visita ai passanti, nel tentativo di trovare un impiego. L’impegno profuso da Ajani per riuscire nel suo intento ha attirato l’attenzione di diversi datori di lavoro e pochi mesi dopo il ragazzo è stato assunto.

La scorsa settimana Ajani, ora impiegato come manager di marketing, è tornato nella stessa stazione con un nuovo cartello. Questa volta, però, il messaggio è diverso: “Adesso sto assumendo”. La foto è stata caricata su Twitter con una didascalia: “Stesso posto. Cartello diverso”. Ajani ha dichiarato di aver diffuso la sua storia per dare una speranza alle persone che si trovano nella stessa posizione nella quale si trovava lui qualche tempo fa. “Non mi aspettavo di essere così popolare, quasi un’ispirazione”, ha scritto in una email il 22enne all’Huffington Post. “Se dovessi incontrare un uomo con un cartello in mano farò del mio meglio per mettermi in contatto con lui”. “Non abbiate paura di provare qualcosa di nuovo”, consiglia Ajani. “La sicurezza è rischiosa”.

Clicca sotto per leggere l’articolo originale 

pulsante

Italy the Extraordinary Commonplace

Il Vice Ministro Calenda ha mostrato in anteprima a Davos un video – che il Ministero e ICE hanno prodotto – per evidenziare i nostri punti di forza e sfatare alcuni dei principali luoghi comuni sull’Italia, cioè che il Made in Italy sia in grado di esprimere solo prodotti della moda e del design, oltre che naturalmente agroalimentari. Il video “ITALY THE EXTRAORDINARY COMMONPLACE” confuta gli stereotipi sull’Italia e la racconta dunque quale essa è, cioè un grande produttore di beni tecnologici, secondo esportatore europeo nel settore meccanica e automazione.

 

John Burland spiega le basi della Meccanica delle Terre

Chi è John Burland?

scoprilo su wikipedia

Il Prof. John Burland, famoso in Italia per aver partecipato ai lavori della Commissione Tecnica che ha consolidato la Torre di Pisa, ha girato 5 video nel corso dei quali spiega in semplicità alcuni concetti basilari della Meccanica delle Terre.

  • what is soil mechanics?

  • the particulare nature of soil

  • the effect of gravity on soil strength

  • the effect of particle size on soil strength

  • the effect of water on soil strength

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fascinating Geotechnical Engineering News in 2014

da www.geoengineering.org

 

Nel video sono raccolti, mese per mese del 2014, i principali eventi, positivi e negativi, naturali ed antropici, occorsi nel 2014.

Dalla visione emerge ancora una volta l’importanza dell’ingegneria geotecnica nella comprensione di molti fenomeni naturali e nella progettazione di opere civili e ambientali.

 

Lauree triennali gratuite: la proposta del Rettore di Bologna

da www.ilgiornale.it

 

Il rettore Ivano Dionigi, durantre il discorso inaugurale dell’anno accademico, si è rivolto direttamente al premier Matteo Renzi e ai membri del Governo presenti alla cerimonia:lauree triennali gratuite.

Una progetto simile era arrivato nei giorni scorsi dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dopo la sanità pubblica, oltreoceano si pensa di allargare a tutti (e soprattutto alle classi meno abienti) la possibilità di avere un’istruzione completa.

Certo, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, servirebbero moltissimi fondi (che, ovviamente, non ci sono): infatti, i costi per lo Stato aumenterebbero vertiginosamente, anche se, una tale misura, porterebbe ad un reale incremento culturale del Paese ed un abbassamento dell’abbandono scolastico.

La soluzione del rettore dell’Università di Bologna al momento riguarda solo la laurea triennale e non la magistrale, il costo sicuramente oneroso per la macchina economica dello Stato potrebbe diventare un investimento per ottenere positivi risultati. Il discorso del Rettore Dionigi che è una risposta alla situazione delle università italiane: “contiamo tanti segni meno: meno iscritti, studenti in corso, laureati. In altri Paesi, dall’Arabia Saudita al nord Europa, non è prevista la tassazione universitaria. E’ uno scandalo che in un paese moderno, civile, giusto, un calciatore, o un allenatore, spesso anche falliti, guadagnino cento, mille, centomila volte più di un ricercatore”. Poi si rivolge direttamente a Matteo Renzi :“Ciò che più duole sono l’inabissamento del turn over che riduce l’ingresso dei giovani e compromette didattica e ricerca, la cronica incertezza nell’assegnazione delle risorse da un lato e il coacervo normativo dall’altro”; c’è troppa “solitudine istituzionale”, sperimentata in vai partnership e programmi Erasmus “dove ci muoviamo come singole università senza rappresentanza e conforto governativo”.

 

clicca l’icona per leggere l’articolo di Carola Parisi

pulsante

Miur, il bando per fare rientrare 24 ricercatori.

da www.ilfattoquotidiano.it

 

Cinque milioni di euro per riportare in Italia 24 cervelli in fuga. Con un progetto di ricerca ben finanziato prima, e soprattutto la certezza di una cattedra da professore per il futuro. Il Ministero dell’Istruzione ha emesso il nuovo bando del “Programma Montalcini”, iniziativa dedicata ai giovani ricercatori italiani e stranieri. La firma del decreto è stato uno degli ultimi atti del 2014 del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e darà i suoi frutti nell’anno in corso. Il programma Montalcini, intitolato alla scienziata e senatrice a vita scomparsa nel 2012, esiste dal 2009 e ha vissuto alterne vicende. Partito in realtà da un finanziamento superiore a quello attuale (per la prima edizione era di sei milioni di euro), negli anni successivi ha conosciuto ritardi e rallentamenti, come nel 2011 quando il bando non è stato proprio emanato. Adesso il governo punta a rilanciare il progetto. E lo fa con una novità sostanziale rispetto al passato. Il concorso mette in palio non soltanto un contratto da ricercatore per la durata di tre anni, ma la prospettiva di una stabilizzazione futura. Merce rarissima di questi tempi, per l’università italiana. Il Ministero, infatti, chiederà preventivamente agli atenei la disponibilità ad assorbire i vincitori, nel caso dovessero abilitarsi durante il periodo di ricerca. Al termine del primo contratto (con una borsa di circa 40mila euro lordi l’anno), i giovani studiosi potranno essere inquadrati con la qualifica di professori associati. Il Miur garantirà agli atenei il consolidamento del finanziamento e la relativa quota di punti-organico necessari, anche per garantire il ricambio generazionale del personale docente universitario. Almeno in parte, visto che tanti atenei soffrono da anni per il blocco del turn-over e la mancanza di concorsi per professori. Il requisito per poter partecipare al bando è aver conseguito il titolo di dottore di ricerca e aver svolto attività didattica o di ricerca in pianta stabile all’estero per almeno tre anni. L’obiettivo, dunque, è riportare in Italia quei giovani che avevano deciso di emigrare per mancanza di alternative. Ma anche attrarre altri talenti stranieri, che possano innalzare il livello delle nostre università. Le domande dovranno essere inoltrate per via telematica sul sito del Cineca (non è ancora possibile farlo, il decreto del Miur dev’essere prima approvato dalla Corte dei Conti e pubblicato in Gazzetta ufficiale), e i curriculum verranno esaminati da un’apposita commissione presieduta dal presidente della Conferenza dei rettori (Crui) e da quattro esperti qualificati. Quindi i vincitori potranno esprimere una sede di preferenza e, ricevuto il via libera dagli atenei e dal Ministero, firmeranno un contratto triennale da ricercatore di tipo B. Poi, se tutto andrà bene, diventeranno professori al termine del progetto. Nel 2015 gli atenei si preparano quindi ad accogliere 24 giovani menti, fra le più brillanti del panorama della ricerca internazionale. Un primo passo, anche se piccolo, per il rilancio dell’università italiana.

clicca l’icona per leggere l’articolo di Lorenzo Vendemiale

pulsante

Rifiuti in discarica, Europa e Italia a due velocità

da LINKIESTA.IT

 

La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti meno funzionano e più si pagano. Oltre che un grave problema ambientale e di salute pubblica la gestione della cosiddetta “monnezza” e lo smaltimento in discarica rappresenta per le casse dei cittadini una spesa che negli utlimi anni è stata sempre più salata. Non è un mistero che negli ultimi 6 anni tra Tares, Tarsu e Tia, i costi – come ha riportato un dossier di CittadinanzAttiva – sono pressoché raddoppiati a Salerno (+98%) e Reggio Calabria (+96%). Aumenti record anche a Napoli (+87%), Bari (+63,5%), Trapani (+55%), Roma (+53%), Avellino (+51%). Prima del salasso Tares sono arrivate Tarsu e Tia (andate in pensione nel 2012), hanno visto un incremento del 2,8% su base nazionale rispetto allo stesso 2012. Il record a Bari (nel 2012 la Tarsu è aumentata del 30% rispetto al 2011), seguita da Messina (Tarsu: +22%) e Firenze (Tia: + 21%).

I rifiuti smaltirli in discarica costa, e l’Italia si trova ancora a inseguire i più virtuosi Paesi europei i quali anche a fronte di una maggiore produzione di rifiuti hanno conferimenti in discarica bassissimi. Si guardi a un Paese in linea con l’Italia a livello di raccolta di rifiuti per abitante: i tedeschi raccolgono 597 kg di rifiuti urbani pro capite, mentre l’Italia 535, eppure la Germania smaltisce in discarica solo 3 di quei 597 kg in discarica, mentre l’Italia 248 sui 535 raccolti.

In Europa, come risulta dai dati Eurostat, i più virtuosi sono Svezia, Belgio, Austria, Paesi Bassi, Germania, Lussemburgo e Danimarca. L’Italia non si discosta molto da quello che è la media dell’Unione Europea sia per quanto riguarda i rifiuti raccolti sia quelli smaltiti in discarica. Insomma, da quelle parti la discarica è l’ultima soluzione cercata per lo smaltimento dei rifiuti. Mentre in Italia l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) calcola che il 37% dei rifiuti urbani finisce sotto terra nelle 180 discariche attive in Italia nelle periferie cittadine, senza possibilità di compostarli né riciclarli.

A doppia velocità viaggia anche il confronto interno tra le regioni dello stivale: differenze non di poco conto si notano tra le regioni del nord e quelle del centro sud, con le regioni del centro che guidano la graduatoria anche a causa dei grandi interesse che girano attorno alle discariche romane e del basso Lazio. Centro e Sud sono infatti ben al di sopra dei conferimenti in discarica rispetto alla media italiana, che vede invece un nord-est addirittura più virtuoso rispetto alla media UE ed in linea con i numeri del Lussemburgo, tra i più attenti alle modalità alternative alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti.

Nel contesto europeo Circa il 36% dei rifiuti urbani gestiti nei 27 Stati membri è smaltito in discarica, circa il 23% è avviato ad incenerimento, mentre circa il 26% e circa il 15% sono avviati, rispettivamente, a riciclaggio e compostaggio. La nota dolente per il Bel Paese riguarda la raccolta differenziata: stando all’ultimo report di Ispra in Italia la raccolta differenziata si attesta a quota 12,5 milioni di tonnellate: meno del quaranta per cento del totale dei rifiuti urbani prodotti. Grande differenze tra Nord, Centro e Sud: si passa da 7,4 a 2,7 milioni di tonnellate di rifiuti raccolti in maniera differenziata se si contrappongono i dati del Trentino Alto Adige a quelli di Calabria e Sicilia.

Secondo gli ultimi dati dell’Ispra, la regione che ha smaltito in discarica le minori quantità dei rifiuti urbani prodotti è il Friuli Venezia Giulia (7%), seguita dalla Lombardia (8%) e dal Veneto (11%), mentre ancora sopra l’80% si trovano molte regioni del Sud, e in particolare il Molise (105%), la Calabria (81%) e la Sicilia (83%). Il dato relativo al Molise è dovuto allo smaltimento nelle discariche regionali di quasi 60.000 tonnellate di rifiuti provenienti dall’Abruzzo. Non considerando queste quantità, la percentuale di smaltimento scenderebbe al 58% del totale dei rifiuti prodotti. Al Centro, ad eccezione della Toscana (42%), le altre Regioni presentano percentuali di smaltimento in discarica superiori al 50% dei rifiuti prodotti. A livello nazionale, più della metà dei rifiuti (53%) vengono smaltiti senza essere sottoposti ad alcuna forma di pre-trattamento. In sei regioni – Valle d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Marche, Campania e Piemonte – la percentuale dei rifiuti non pretrattati supera il 70%; in altre sei (Lazio, Basilicata, Veneto, Sicilia, Calabria, e Toscana) la percentuale raggiunge il 50%; in Emilia Romagna si scende al 49%; le rimanenti regioni sono sotto il 25 per cento. Il Molise (2%), l’Abruzzo (3%) e la Lombardia (3%) presentano le percentuali più basse di rifiuti non pretrattati.

LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE DI LUCA RINALDI COMPLETO DI GRAFICI

pulsante